Giunto alla sua terza edizione, con la direzione artistica...
Silvano Toti Globe Theatre
Il Silvano Toti GLOBE THEATRE è il Teatro Elisabettiano dedicato alle opere di Shakespeare e degli altri autori elisabettiani di Roma all’interno del “parco dei musei” di Villa Borghese. Nasce da un’intuizione di Gigi Proietti, grazie alla generosità della Fondazione Silvano Toti e all’impegno del Comune di Roma.
Il Teatro, che riproduce la caratteristica “grande O di legno” dell’originale, vuole essere uno spazio per la creatività e la fantasia degli artisti italiani e stranieri in una prospettiva multidisciplinare, ma anche un palcoscenico adatto ad allestimenti elisabettiani ed in particolare delle commedie di Shakespeare che ne esaltino la felice essenzialità e la linea architettonica.
Il Silvano Toti GLOBE THEATRE di Roma è stato progettato secondo lo schema del teatro londinese che aprì i battenti nella zona centro settentrionale della City, a Shoreditch, nel 1576. La sua peculiarità consiste nella struttura circolare, con un palcoscenico rettangolare coperto da una tettoia sorretta da due colonne.
Costruito in soli quattro mesi grazie al lavoro di 150 maestranze, il Teatro ha una capienza di 1250 posti ed è composto da una platea di 420 posti in piedi e da tre balconate circolari coperte fino a raggiungere un’altezza dal suolo di dieci metri. Tutte le balconate si affacciano in ordine concentrico verso il palcoscenico, che è largo 13,50 metri e profondo 7,50 metri.
Così come quello Shakespeariano anche il GLOBE di Roma è costruito in legno, e per la sua realizzazione sono stati utilizzati ben 600 mc di legno di rovere, provenienti da foreste ‘gestite’ e quindi riforestate, lavorati nelle segherie dell’Italia centrale. Il tetto è rivestito di scandole di rame.
Suggestivo “corral” per lo spettacolo dal vivo immerso nella cornice storico-ambientale di una Villa di Roma molto amata, e dunque molto frequentata e "vissuta" da cittadini grandi e piccoli, il Teatro coniuga sperimentazione e tradizione, nella prospettiva di far incontrare pubblici diversi, per età e formazione, con una proposta culturale aperta e colta nel senso più popolare del termine.














