Fool - I comici in Shakespeare
Scene da William Shakespeare
Regia Consuelo Barilari
Traduzione e adattamento di Masolino d'Amico
con Roberto Alinghieri, Marco Avogadro, Francesco Bonomo, Adolfo Margiotta, Andrea Nicolini
Costumi Guido Fiorato
Musiche di scena originali Federico Odling
Luci Liliana Iadeluca
Produzione Compagnia Schegge di Mediterraneo
In una notte surreale, seduto su una gigantesca luna di cartapesta, un giullare vestito di bianco suona e canta malinconicamente 'Moon River' strimpellando una chitarra. Canta al mondo il suo desiderio di incontrare altri giullari come lui, ed ecco che davanti ai suoi occhi si materializzano freneticamente tutti i giullari delle opere shakespeariane in una variante post-moderna. c’è la compagnia dei comici del Sogno di una notte di mezza estate intenti a rappresenare Piramo e Tisbe per la corte del Re, il bosco di Come vi piace trasformato in un mondo country e immerso in un’atmosfera da film western, gli intrighi amorosi di Molto rumore per nulla che diventano il mondo di lustrini e paillettes del varietà, le schermaglie de La bisbetica domata ambientate in un mondo trasgressivo dominato dalla musica rock. I buffoni di Shakespeare si fondono così in un'atmosfera unica che fonda il teatro dell’assurdo alla Beckett con l’avanspettacolo televisivo e le mode metropolitane.
Fool! Il comico in Shakespeare è uno spettacolo di teatro comico e musicale, scritto da Masolino d’Amico. Il gioco teatrale si fonda su un esercizio di stile che guarda a diversi aspetti del nostro immaginario. Oltre 40 costumi contribuiscono, in un delirio alla “Fregoli”, a creare con ritmo frenetico un carosello di personaggi presi dal repertorio del Bardo. Gli interpreti sono cinque giovani attori, fra i più promettenti del panorama italiano, provenienti sia dal teatro classico che dal cabaret, che dalla comicità televisiva. Gli attori, nei panni di cinque fool, fanno rivivere donzelle innamorate, impetuosi giovani, re e regine, dame, ma soprattutto, buffoni di corte. Cantando, ballando e provocando grandi risati, lo spettacolo è una riflessione colorata e tragicomica sulla figura del giullare nella sua evoluzione, dal classico all'era contemporanea.
NOTE DI REGIA
…contraddittorio, non-razionale, in-sensato, non-savio, non-equilibrato, sconsiderato, imprevedibile……alienato, deviante, ma anche diverso, anormale, geniale, bizzarro, strano, incompreso. In ogni caso la follia sembra definirsi in opposizione a: ragionevolezza, sensatezza, coerenza, unità, pienezza… Non possiamo confondere la follia con la libertà, ma certo molto bisogno di libertà si realizza attraverso di essa. E tale libertà comprende anche la fuga dalle definizioni.
L’essere dell’uomo non solo non può essere compreso senza la follia, ma non sarebbe l’essere dell’uomo se non portasse in sé la follia come limite della sua libertà …
Il FOOL non crede in nulla e di tutto ride, indispensabile alla società che al tempo stesso lo fugge, ci mostra come il male e il bene convivono nella natura umana e si esprimono nei piccoli gesti del vivere quotidiano. Con uno sguardo che oltrepassa epoche e culture, il FOOL si fa specchio delle nostre intemperanze, denunciando l’assurdità dilagante e l’ipocrisia del potere.
Scritto appositamente da Masolino d’Amico, il testo offre allo spettatore il piacere di ritrovare battute, brani e scene delle grandi opere, se pur contestualizzate in maniera del tutto nuova: Sogno di una notte di mezza estate che fa da cornice allo spettacolo, Come vi piace, Molto rumore per nulla, La bisbetica domata, I due gentiluomini di Verona. La dissacrante e moderna forza comica del FOOL credo sia un valido strumento per avvicinare lo spettatore più giovane al “teatro classico” in un momento in cui il gusto del pubblico sembra dominato dalla comicità televisiva.
Lo spettacolo è un esercizio di stile che vorrebbe attraversare il teatro di William Shakespeare con una formula a puntate che in diverse edizioni prevede la messa in scena di tutte le opere.
La drammaturgia è preparata con il metodo dell’improvvisazione e del lavoro di gruppo; l’energia e la creatività degli attori sono alla base del linguaggio meta-teatrale, dove i personaggi e le vicende shakespeariane trovano spazio ”alla maniera del Fool” nel paradosso e nella demenzialità.
Consuelo Barilari



