GRACE ENGINE

Coreografia Crystal Pite

luci Jim French
costumi Nancy Haeyung Bae
musiche Owen Belton
con Billy Bell, Jonathan Bond, Nickemil Concepcion, Joaquim de Santana, Vania Doutel Vaz, Jason Kittelberger, Joseph Kudra,, Navarra Novy-Williams, Ana Maria Lucaciu, Matthew Rich, Ida Saki, Acacia, Schachte, Rachelle Scott, Ebony Williams, Jin Young Won
Cedar Lake Contemporary Ballet

«I nostri audaci movimenti atletici integrano forme contemporanee e popolari di danza, coinvolgendo il pubblico in un viaggio coreografico che esplora infinite possibilità gestuali e multimediali». Fondata nel 2003 da Nancy Laurie, la newyorkese Cedar Lake Contemporary Ballet è diventata in breve tempo la migliore compagnia di danza contemporanea americana, grazie all’esplosiva miscela che combina il talento di sedici danzatori con le creazioni dei coreografi più ricercati del momento, da Angelin Preljocaj a Ohad Naharin. Gesto atletico e potenza espressiva si dipanano interagendo con strutture scenografiche che sono vere e proprie opere d’arte.«Creare per me è sperimentare un territorio sconosciuto, ma è anche cercare di percepire la mia mente. Qualcosa di destabilizzante e stranamente bello mi costringe a vivere in uno stato di cui non so nulla. Mi muovo fra le ombre e l’ignoto». Performer e coreografa canadese, Crystal Pite afferma di essere affascinata dalle storie condivise che vivono nei nostri corpi, come le storie familiari, e dal ruolo del corpo, che offre una forma visiva a queste dinamiche. Crystal Pite ha creato Grace Engine, la sua ultima coreografia per il Cedar Lake Contemporary Ballet dopo Ten Duets On a Theme of Rescue del 2008, utilizzando una struttura cinematografica, alternando momenti di forte contrattura drammatica a pause di rilassamento emotivo. Con questo lavoro la coreografa prosegue l’esplorazione e la definizione delle storie familiari che collegano l’umanità, trasferendo in un linguaggio coreografico di grande fascinazione sprazzi di narrativa. L’esperienza umana è letta come scansione cronologia di momenti: il tempo è una locomotiva, e in questo stato di illusione cinetica i corpi dei danzatori si trasformano in un dispositivo cinematografico, in grado di esprimersi attraverso tagli, salti temporali, flashback e montaggi.

- StaffTeatrailer