Les Ballets Trockadero De Monte Carlo
Lago dei Cigni Atto II
Musica Pëtr Il'ič Čajkovskij
Adattamento della coreografia originale Truitti Gasparinetti
Coreografia originale Lev Ivanovich Ivanov
Costumi Mike Gonzales
Luci Kip Marsh
Patterns in Space
Musiche registrate Franck Andrew
Musica dal vivo John Cage
Coreografia originale Merce Cunningham
Costumi Ken Busbin
Luci Tricia Toliver
Grand Pas de Quatre
Coreografia Anton Dolin
da Jules Perrot
Musica Cesare Pugni
Costumi Mike Gonzales
Scene e luci Kip Marsh
Paquita
Musiche Ludwig Minkus
Adattamento della coreografia di Petipa Elena Kunikova
Costumi Mike Gonzales
Luci Kip Marsh
La Compagnia di balletto Trockadero di Montecarlo è un gruppo di appassionati di danza che dal 1974 si diletta a mettere in scena in modo scherzoso la danza tradizionale. Attraverso gioiose parodie en travesti delle opere più celebri della storia operistica, Les Ballets Trockadero hanno accumulato la loro fama, passando da spettacoli quasi clandestini allestiti nei piccoli teatri Off-Off-Broadway di New York alle prime pagine dei più importanti quotidiani internazionali. Da quel momento, tour in giro per il mondo, esilaranti esibizioni in programmi televisivi a tarda sera e lezioni quotidiane con grandi maestri di danza per abituare anche il corpo maschile a stare sulle punte diventano la routine quotidiana di questo gruppo di ballerini quasi per caso. In più di trent'anni di carriera, i Trocks si sono esibiti in oltre 30 paesi e in 500 città in tutto il mondo, oltre ad ottenere premi prestigiosi anche da parte del mondo della danza accademica come il Critic’s Circe National Dance Awards nel 2007, il Theatrical Managers Awards nel 2006 e il Premio Positano per l’eccellenza nella danza.
L'esperienza e il prestigio acquisiti col tempo non hanno cambiato lo scopo originario della Compagnia, che formata da ballerini (uomini) professionisti in tutù e scarpette che si esibiscono nel vasto repertorio di balletto e di danza moderna, nel pieno rispetto delle regole canoniche del balletto classico tradizionale. E soprattutto, è rimasto intatto lo spirito comico dei loro spettacoli, che esagerano i grandi stilemi della danza rigorosa. Vedere degli uomini danzare in tutti i ruoli possibili, con i loro corpi pesanti che delicatamente si bilanciano sulle punte come cigni, silfidi, spiritelli acquatici, romantiche principesse, angosciate donne vittoriane, valorizza lo spirito della danza come forma d'arte, deliziando e divertendo sia il pubblico più esperto che meno preparato. In questo nuovo spettacolo, si esibiscono in un florilegio di frammenti che rendono al meglio il loro scanzonato e assieme rigorosissimo approccio alla danza.
Lago dei Cigni Atto II
Attingendo dal magico regno dei cigni (e degli uccelli), questa fantasmagoria elegiaca di variazioni e di insiemi di linee e di musica è il lavoro “griffe” de Les Ballets Trockadero de Monte Carlo. La storia di Odette, la bellissima principessa trasformata in cigno dallo stregone malvagio e salvata dall’amore del Principe Sigfrido, non era un tema così inusuale quando Čajkovskij scrisse il balletto per la prima volta nel 1877. La metamorfosi di mortali in uccelli e viceversa è un tema frequente del folklore russo. Il Lago dei Cigni originale che debuttò al Teatro Bol’shoj di Mosca non ebbe successo; fu solamente un anno dopo la morte di Čajkovskij – avvenuta nel 1893 - che il Balletto del Teatro Mariinskij produsse la versione a noi pervenuta. Forse il balletto più famoso del mondo, il suo fascino sublime sembra attingere dalle qualità misteriose e patetiche dell’eroina giustapposte al fascino canonizzato della Russia del diciannovesimo secolo.
Patterns in Space
La danza contemporanea secondo i Trocks: uno spettacolo tutto da gustare.
Grand Pas de Quatre
Fu di Benjamin Lumley, amministratore del Teatro di Sua Maestà, l’idea di allestire un Gran Divertissement mettendo insieme le quattro più grandi ballerine dell’Età Romantica. Grazie ad una sottilissima diplomazia, riuscì a chiamare le dive a Londra non senza però, alcuni “malintesi artistici”. Uno di questi era su chi far cadere la scelta per l’ultima variazione perché con questa ognuna di loro voleva affermare la propria supremazia. Col dovuto tatto, Lumley lo offrì alla maggiore d’età. Si dice che la Taglioni fosse ancora in piedi quando le ragazze più giovani stavano umilmente muovendo i passi per uscire di scena. Finalmente il Gala Divertissement ebbe luogo: era il 26 giugno 1845. La coreografia fu forgiata da Jules Perrot che cercò di sfruttare le qualità di ciascuna ballerina: della Grahn la vivacità, della Grisi l’espressività, della Cerrito la civetteria e della Taglioni il mistero etereo. Un burlone inglese paragonò il compito del coreografo a quello di un domatore di leoni e di tigri che doveva insegnare loro a ballare il walzer in una gabbia. Il Pas de Quatre originale venne danzato solamente quattro volte (la Regina Vittoria e il Principe Alberto assistettero alla terza replica), ma servì da modello per quelle celebrazioni rituali di danza accademica che oggi definiamo “balletto astratto”. Sopravvive oggi come una delle evocazioni più affascinanti (e sprovvedute) del balletto romantico del 1840.
Paquita
Paquita è un esempio superbo dello stile francese così come è stato esportato a San Pietroburgo alla fine del XIX secolo. Paquita era originariamente un balletto-pantomima in 2 atti, con la coreografia di Joseph Mazillier e la musica di Ernest Deldevez. La storia aveva un tema spagnolo con Carlotta Grisi, una ragazza rapita dagli zingari, che salva un giovane e affascinante ufficiale da morte certa. Dopo aver debuttato all’Opéra de Paris nel 1846, il balletto è stato prodotto un anno dopo da Marius Petipa in Russia. Petipa ha commissionato a Ludwig Minkus, il compositore di due dei suoi più recenti successi (Don Chisciotte e La Bayadere), la composizione di altre parti musicali in modo da poter aggiungere un brillante "divertissement" alla Paquita di Mazillier. Petipa ha quindi creato la coreografia di un Pas de Trois e di un Grand Pas de Deux col suo stile unico. Questi sono ben presto diventati un banco di prova per i ballerini, tanto da essere ancora oggi le sole parti preservate. I ballerini danno vita a una serie di fuochi d’artificio coreografici che sfruttano le possibilità virtuosistiche della danza classica accademica arricchita da un’inaspettata combinazione di passi.
