Trittico Novecento
con Roberto Bolle
Voluntaries (Nuovo allestimento)
Coreografia: Glen Tetley
Musica: Francis Poulenc
Scene e costumi: Rouben Ter-Arutunian
Luci: John B. Read
Apollo (Allestimento del Teatro alla Scala)
Coreografia: George Balanchine
Musica: Igor Stravinskij
Bella Figura (Nuovo allestimento)
Coreografia: JiÅ™í Kylián
Musica: L. Foss, G. B. Pergolesi, A. Marcello, A. Vivaldi, G. Torelli
Costumi: Joke Visser
Scenografia e luci: JiÅ™í Kylián
Il più importante ballerino italiano, Roberto Bolle, intraprende un viaggio danzato nella creatività del nostro tempo attraverso tre momenti che hanno fatto grande la danza del Novecento. Scritta nel 1973, Voluntaries è un ricordo appassionato e un grande tributo che il coreografo Glen Tetley dedica alla scomparsa prematura di John Cranko. Accompagnato dalle note del monumentale Concerto in sol maggiore di Poulenc per organo, archi e timpani, Voluntaries dà l’esatta misura del genio creativo di Tetley, vero maestro del Novecento, pioniere del connubio tra balletto e modern dance, attraversom un sontuoso intreccio di forza ritmica e intenso misticismo, .
Bella Figura, creato da JiÅ™í Kylián nel 1995 per il ventennale della sua direzione al Nederlands Dans Theater, esplora invece la zona di confine tra arte e artificio, tra realtà della vita e fantasia, giocando soprattutto con i vivi cromatismi dei costumi, della pelle e con le suggestioni musicali del periodo Barocco. Bella Figura cattura il momento esatto in cui il sogno e la realtà si fondono e rappresenta un vero gioiello di celebrazione della bellezza dionisiaca e impetuosa nel panorama della danza contemporanea internazionale.
Su tutto svetta la grazia, l’eleganza, la quintessenza della perfezione geometrica di Apollo, manifesto del geniale apporto di George Balanchine alla storia del balletto e della danza: il linguaggio neoclassico, la summa della grammatica classico-accademica alle altezze più eccelse, in una architettura che nasce dallo Stravinskij di Apollon Musagète (1928) e che portò il coreografo all’esaltazione della tradizione classica, di cui era erede più colto, e insieme al suo superamento.
