Teatro Alfieri

Costruito su disegno di Barnaba Panizza, aperto nel 1855, due volte incendiato (1858 e 1927), e ricostruito, dotato di platea e di due gallerie, il Teatro Alfieri era adibito a rappresentazioni di lirica, di prosa e a spettacoli equestri. La sala del Teatro di Piazza Solferino, data la sua grande capienza di 2000 posti, poteva soddisfare le esigenze di un ampio pubblico e ha visto alternarsi sul suo palcoscenico le più grandi compagnie “di giro” di tutti i tempi.
Nella seconda guerra mondiale, tra il 1942-43, l’Alfieri ha subito gravi bombardamenti e nell’immediato dopoguerra, completamente ristrutturato e rimordernato, è diventato sede di tutti gli spettacoli di grande interesse grazie anche all’intervento di uno straordinario personaggio del mondo teatrale, Giuseppe Erba.
La qualità e la varietà sono la linea costante di questo teatro che si è meritato la completa fiducia del pubblico torinese attraverso quasi cinquant’anni di storia.
Da Emma Grammatica e Falconi, da Baseggio a Tofano – Maltagliati- Cervi alla Pagliughi (in una storica “Traviata”). E ai miti come Chevalier, Josephin Baker, Katherine Dunham senza dimenticare la grande epopea dei concerti jazz, con Louis Armstrong, Duke Ellington, Mile Davis, Dizzie Gillespie. Ma qualsiasi elenco non farebbe giustizia a tutte le grandi personalità italiane e straniere della musica, canzone e della prosa che hanno in tutti questi anni onorato l’Alfieri con la loro presenza.
Ci limiteremo ad alcuni episodi salienti, a cominciare dall’incontro con Vittorio Gassman, che vi ha interpretato tutto il grande repertorio classico, iniziando anche con Giuseppe Erba un’attività di produzione, dall’ Adelchi del Manzoni all’ Edipo Re di Sofocle.
Il grande teatro Alfieri costituiva infatti il riferimento stabile del Teatro Popolare Italiano, la eccezionale struttura mobile voluta e realizzata da questi due infaticabili idealisti, innamorati del pubblico. In particolare l’Otello di Shakespeare con lo scambio dei ruoli in alternanza tra Vittorio Gassman e Salvo Randone, ha lasciato un segno nella storia del teatro italiano.
Tanti generi di spettacolo sono approdati all’Alfieri, piantandovi le radici, grazie ad un pubblico meraviglioso e costantemente assiduo, dalla grande rivista all’operetta, alla commedia musicale. Nell’epoca d’oro della rivista, l’Alfieri era una tappa d’obbligo, e spesso il punto di partenza per le più grandi produzioni, rutilianti di sfarzo, bellissime donne e grandi comici. Macario, Osiris, Taranto, Rascel, Chiari, Tognazzi, Vianello, Mondaini, Billi e Riva, Dapporto...
Se agli anni ’50 risalgono gli incontri di boxe, che hanno insegnato la strada all’Alfieri ad un pubblico sempre più vasto, non vanno dimenticate le prime riviste sul ghiaccio in Italia.
L’Operetta ha avuto sempre la sua stagione, il suo festival in questo teatro per quasi 50 anni, con Navarrini, Calderoni, Alvise, Aurora Banfi, insomma con tutti i suoi grandi, fino agli attuali mattatori di un genere intramontabile. La commedia musicale, glorioso vanto della premiata ditta Garinei & Giovannini è esplosa nel 1961 con Rinaldo in campo con Domenico Modugno e Delia Scala ed Enrico 61 con Renato Rascel, e ancora Ciao Rudy con Marcello Mastroianni, Alleluja brava gente, che ha dato la popolarità a Gigi Proietti accanto a Rascel; e poi ancora Aggiungi un posto a tavola con Johnny Dorelli, Pardon Monsieur Molière con Gino Bramieri, fino al trionfo dell’accoppiata Bramieri-Jannuzzo… Dal 1978 il cartellone Fiore all’occhiello propone le migliori produzioni nazionali, dalla commedia brillante, al musical, alla prova d’attore: questa preziosa “scommessa”, ideata e portata a realizzazione dal grande Giuseppe Erba, ha saputo crescere coerente e attuale grazie a Torino Spettacoli, divenendo un vero cult del teatro “leggero”, gettonatissimo dal pubblico.
La gestione del Teatro Stabile Privato Torino Spettacoli garantisce alto livello qualitativo dal punto di vista progettuale e operativo, con aperture importanti alla Drammaturgia Contemporanea e alla valorizzazione dei Classici, nell’ottica di un teatro “aperto” tutto il giorno e tutto l’anno, per reali possibilità di incontro e confronto e al fine di dare impulso efficace alla vita culturale e sociale.
La completa ristrutturazione compiuta nel 2001-02 ha portato il Teatro Alfieri al suo splendere storico (platea di 1000 posti e galleria di 500) e alla creazione di due sale cinematografiche di prima visione, grazie a una attenta e capillare opera di rifunzionalizzazione e a un restauro conservativo, su progetto di Gian Mesturino.

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